Come e` ovvio che sia, nei lunghi pomeriggi passati tra una convoluzione circolare e una bestemmia per aver preso la 220V, I.E.E.E. sostiene la proprieta` collettiva dei mezzi di produzione.
Ora, questa come altre formule si liquefa ben presto in una fanghiglia di significati lascivamente genuflessi e alla merce` dell'abiezione del "marketing", se non corredata da definizioni rigorose quanto possono esserlo dei funzionari del Politburo usciti pazzi.
Il subdolo alfiere del capitalismo potrebbe infatti affermare di avere effettivamente collettivizzato i mezzi di produzione, se osserviamo quanto segue:
Tecnicamente anche questa e` una collettivizzazione dei mezzi di produzione. Anche se non in questi esatti termini, troppo veterocomunisti per essere utilizzati da di chi quotidianamente somministra alle masse popolari la piu` cieca ideologia di mercato sotto forma di intrattenimento ed informazione, l'idea che il capitalismo renda la gente libera e funzionale a qualcosa di positivo e` ad oggi la piu` largamente diffusa a livello mondiale.
Ed ahime` di questo si tratta: le persone sono mezzi di produzione e sonoinvitate di fatto obbligate a partecipare al perpetuo intreccio di servitu` e compravendite che chiamiamo libero mercato, il quale svolge il ruolo di giudice unico ed inappellabile del vostro paese, della vostra citta`, delle vostre abitudini, dei vostri desideri e della vostra socialita` (potete giusto sfogarvi con la riproduzione, con tante piccole bocche da sfamare si e` piu` inclini ad obbedire a chi ha le chiavi della cassaforte). Persino il mero consumo e` funzionale a tutto cio`. Tolto il dovere verso quella misteriosa entita` collettiva chiamata mercato, rimangono le briciole.
Tornando dalle seghe mentali a quelle in metallo, eccoci dunque a prendere in prestito un prezioso teorema dagli amici biologi, che avvezzi a mestare nel paciugo ci aiutano a distinguere gli obiettivi del nostro furore collettivizzatore da nostra zia Abelarda:
Se appartiene a una specie che effettivamente e` la mia, non e` un mezzo di produzione.
Le persone ci piacciono private, le cose pubbliche.
I.E.E.E. Non diventare una sega.
Ora, questa come altre formule si liquefa ben presto in una fanghiglia di significati lascivamente genuflessi e alla merce` dell'abiezione del "marketing", se non corredata da definizioni rigorose quanto possono esserlo dei funzionari del Politburo usciti pazzi.
Il subdolo alfiere del capitalismo potrebbe infatti affermare di avere effettivamente collettivizzato i mezzi di produzione, se osserviamo quanto segue:
- I principali mezzi di produzione siete voi
- Pensate alla quantita` di persone che determinano arbitrariamente quasi ogni minuto della vostra vita da svegli, giorno per giorno, dalle figure di spicco del Fondo Monetario Internazionale a scendere per finire con tutti i vostri superiori (bella parola) sul posto di lavoro e clienti.
Parliamo di una quantita` insana di persone, alcune delle quali traggono vantaggio da cio`, altre (la maggioranza di esse) nemmeno quello, semplicemente stanno a loro volta svolgendo il ruolo che gli e` stato imposto di mezzi di produzione. In altre parole, martelli, badili, seghe.
Tecnicamente anche questa e` una collettivizzazione dei mezzi di produzione. Anche se non in questi esatti termini, troppo veterocomunisti per essere utilizzati da di chi quotidianamente somministra alle masse popolari la piu` cieca ideologia di mercato sotto forma di intrattenimento ed informazione, l'idea che il capitalismo renda la gente libera e funzionale a qualcosa di positivo e` ad oggi la piu` largamente diffusa a livello mondiale.
Ed ahime` di questo si tratta: le persone sono mezzi di produzione e sono
Tornando dalle seghe mentali a quelle in metallo, eccoci dunque a prendere in prestito un prezioso teorema dagli amici biologi, che avvezzi a mestare nel paciugo ci aiutano a distinguere gli obiettivi del nostro furore collettivizzatore da nostra zia Abelarda:
Se appartiene a una specie che effettivamente e` la mia, non e` un mezzo di produzione.
Le persone ci piacciono private, le cose pubbliche.
I.E.E.E. Non diventare una sega.

Nessun commento:
Posta un commento