giovedì 6 giugno 2013

seghe

Come e` ovvio che sia, nei lunghi pomeriggi passati tra una convoluzione circolare e una bestemmia per aver preso la 220V, I.E.E.E. sostiene la proprieta` collettiva dei mezzi di produzione.
Ora, questa come altre formule si liquefa ben presto in una fanghiglia di significati lascivamente genuflessi e alla merce` dell'abiezione del "marketing", se non corredata da definizioni rigorose quanto possono esserlo dei funzionari del Politburo usciti pazzi.

Il subdolo alfiere del capitalismo potrebbe infatti affermare di avere effettivamente collettivizzato i mezzi di produzione, se osserviamo quanto segue:

  1. I principali mezzi di produzione siete voi
  2. Pensate alla quantita` di persone che determinano arbitrariamente quasi ogni minuto della vostra vita da svegli, giorno per giorno, dalle figure di spicco del Fondo Monetario Internazionale a scendere per finire con tutti i vostri superiori (bella parola) sul posto di lavoro e clienti.
Parliamo di una quantita` insana di persone, alcune delle quali traggono vantaggio da cio`, altre (la maggioranza di esse) nemmeno quello, semplicemente stanno a loro volta svolgendo il ruolo che gli e` stato imposto di mezzi di produzione. In altre parole, martelli, badili, seghe.



Tecnicamente anche questa e` una collettivizzazione dei mezzi di produzione. Anche se non in questi esatti termini, troppo veterocomunisti per essere utilizzati da di chi quotidianamente somministra alle masse popolari la piu` cieca ideologia di mercato sotto forma di intrattenimento ed informazione, l'idea che il capitalismo renda la gente libera e funzionale a qualcosa di positivo e` ad oggi la piu` largamente diffusa a livello mondiale.
Ed ahime` di questo si tratta: le persone sono mezzi di produzione e sono invitate di fatto obbligate a partecipare al perpetuo intreccio di servitu` e compravendite che chiamiamo libero mercato, il quale svolge il ruolo di giudice unico ed inappellabile del vostro paese, della vostra citta`, delle vostre abitudini, dei vostri desideri e della vostra socialita` (potete giusto sfogarvi con la riproduzione, con tante piccole bocche da sfamare si e` piu` inclini ad obbedire a chi ha le chiavi della cassaforte). Persino il mero consumo e` funzionale a tutto cio`. Tolto il dovere verso quella misteriosa entita` collettiva chiamata mercato, rimangono le briciole.

Tornando dalle seghe mentali a quelle in metallo, eccoci dunque a prendere in prestito un prezioso teorema dagli amici biologi, che avvezzi a mestare nel paciugo ci aiutano a distinguere gli obiettivi del nostro furore collettivizzatore da nostra zia Abelarda:

Se appartiene a una specie che effettivamente e` la mia, non e` un mezzo di produzione.

Le persone ci piacciono private, le cose pubbliche.

I.E.E.E. Non diventare una sega.



Nessun commento:

Posta un commento